30.6.06

"PUTTANOPOLI": DA TRAVAGLIO A VESPA. DI TUTTO...DI PIU' !


Imperdibile il commento odierno del giornalista Marco Travaglio sul quotidiano L'UNITA sull'argomento intercettazioni-puttanopoli. Leggete un pò...
"Dieci giorni fa il pm Woodcock doveva «cambiare mestiere» (Fini), era «matto» (Gasparri), imbastiva «rumorosissime inchieste poi finite in una bolla di sapone» (Ostellino), mentre la Procura di Bari che chiedeva l’arresto di Fitto per le mazzette di Angelucci costituiva un’«emergenza democratica» (Bondi) e, avendo indagato pure un vescovo, una minaccia «per la religione cattolica» (Biondi), insomma l’intera magistratura preparava «l’assedio a Berlusconi» (Berlusconi) per «influenzare il referendum» (Gabriella Carlucci) in un «clima da manette facili» (Villetti).
Poi Angelucci ha confessato di aver dato soldi a Fitto, mentre la «bolla di sapone» di Potenza raccoglie una confessione al giorno. Confessa il faccendiere Migliardi (con la g): «Ho dato 60 mila euro al principe». Confessa il faccendiere Bonazza. Confessa il signor Savoia, checché ne dica la solita avvocatessa Bongiorno: ammette di aver corrotto i doganieri per non pagare l’Iva alla frontiera; ammette di aver pagato «commissioni» (in Italia si chiamano tangenti) al sindaco di Campione; ammette di essersi rifornito di prostitute dal duo Rizzani & Bonazza; ammette di aver ricevuto 10 mila euro di «intermediazione» (che in Italia di solito vuol dire corruzione) da Migliardi dopo averlo messo in contatto col faccendiere De Luca, che corrompeva i Monopoli di Stato. E quel che non confessano, gli indagati l’hanno già confessato al telefono.
Inseguire le centinaia di intercettazioni sarebbe impossibile. Ma va detto che l’ottimo Salvo Sottile, già portavoce di Fini addetto a «certi bei tipi di porcelle» nel suo ufficio alla Farnesina, s’è buttato un po’ giù, facendo onore al suo cognome francamente riduttivo, quando ha detto ai giudici che al telefono lui millantava prestazioni fisicamente impossibili: «Ma lei pensa che sono Mandrake? Io prendo sette pillole al giorno per il cuore... ». Ecco, la qualità e il colore delle sue pillole appartengono alla sua privacy.
Ma il suo amico Lorenzo Di Dieco, funzionario Rai fra i migliori dell’ultima gestione, gli ha subito restituito la giusta fama di maschio latino: «Sottile mi usava come procacciatore di donne. Gliele portavo perché lui desse loro una mano...». E lui gliela dava, in un certo senso, una mano. Anche due, alle volte. E anche di più, se è vero quel che diceva al telefono, in perfetto stile diplomatico, come si conviene a un inquilino della Farnesina: «Lore’, chi ci trombiamo oggi?». Un altro procacciatore gli sottoponeva il curriculum delle visitatrici, perché Sottile va piuttosto per il sottile, è per la meritocrazia: «Elisabetta m’ha mandato il suo curriculum: un metro e 70, molto carina, bionda: insomma, è preparata». Curiosi come sono, i magistrati han chiesto a Di Dieco quante gliene abbia portate, e dove. Lui prontamente ha risposto: «Mah, credo una decina... Lui diceva: “Porta”, e io portavo». Dove? Sempre alla Farnesina, che si sta rivelando come un luogo insospettabilmente erogeno e particolarmente pruriginoso.In effetti, un conto è dire a un certo bel tipo di porcella: «Cara, oggi ti porto alla Farnesina», e un altro è dirle: «Andiamo al ministero dell’Attuazione del programma», o magari «Che ne diresti di una fuitina alla Funzione pubblica?».
Saranno le volte affrescate, sarà il viavai di feluche, sarà il personale in livrea, ma alla Farnesina è tutt’un altro ricevere. C’è proprio un’atmosfera afrodisiaca.Uno non sarà Mandrake, uno si chiamerà Sottile, e al seguito di Fini per giunta, ma il contesto ambientale aiuta. Ci si aggrappa a tutto, anche ai cognomi: e Bonazza, Rizzani, Sabbatani Schiuma non sono niente male in quei momenti lì. Aiutano anche quelli. Soprattutto se l’offerta abbonda, se i bei tipi di porcelle arrivano dieci alla volta e bisogna «dare una mano» a tutte, roba che neanche la dea Kalì.
Dopo una settimana di confessioni, Ostellino, quello della «bolla di sapone», ha ripreso carta e penna. Non per chiedere scusa dell’ennesimo abbaglio, o per annunciare che, visto che non ne azzecca una, ha deciso di andare a nascondersi. No, ha scritto sul Corriere che «dalle domande dei giudici traspare una certa morbosità, tanto anomala quanto ingiustificata» da «frati porcaccioni nel chiuso di un confessionale medievale».Capito chi sono i porcelloni? I magistrati.
Infine Ostellino ha tirato fuori l’esempio virtuoso degli Stati Uniti, dove certe inchieste e certe domande sarebbero impensabili.
Infatti Bill Clinton e Monica Lewinsky erano neozelandesi."
di Marco Travaglio
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Invece il solito Bruno Vespa, che non contento di "Porta a Porta" si proprio quello che "cuce" le sue trasmissioni sulle preferenze del leader di turno, ha ben pensato di farsi ridere dietro da tutt' Italia, lanciando un'idea : per le vallette concorsi pubblici anti-raccomandazioni ! Ah,ah, ah in RAI concorsi anti-raccomandazioni. ma in quale mondo vivi Vespa, a chi vuoi prendere in giro ?!!!
Il giornalista intervistato sul settimanale Panorama, in edicola, dice: «Potremmo costruirci anche un programma e farlo meglio (col celebrato spirito del servizio pubblico) di quanto fa Antonio Ricci con le Veline di Striscia la Notizia» ed aggiunge che secondo lui le future showgirl dovrebbero essere valutate anche per le capacità oltre che per l'estetica.
«Una prima scrematura - afferma Vespa - potrebbe riguardare la cultura generale. La laurea (che molte di queste ragazze insospettabilmente hanno) potrebbe essere titolo preferenziale, ancorché non esclusivo. La conoscenza delle lingue anche. Un'esperienza in televisioni locali potrebbe essere un utile punto di riferimento. Ma alla fine è l'esame pratico che fa la differenza».
Visto che Vespa ci consente di fare una bella figura, proviamo ad esternare anche noi la nostra opinione-idea. "Puttanopoli" si neutralizza istituendo la direttiva secondo la quale, in qualsiasi programma trasmesso dalla RAI (non importa chi produce !) siano previste presenze femminili, tipo vallette, ballerine, co-conduttrici ecc. , si organizza un casting diretto da una dirigente RAI donna (a rotazione mensile) , a cui partecipano il regista, il produttore esecutivo, un autore, il conduttore (o la conduttrice).
Tutto andrebbe registrato e videofilmato e dopodichè si passa ai voti. Chiaramente il tutto andrebbe verbalizzato, ed il verbale affisso nelle bacheche aziendali RAI e quindi reso di pubblico dominio. In tal modo vincerebbe la migliore, la più preparata, la più simpatica, la più intelligente e spigliata, e se è anche bella...ben venga ! Altro che i "concorsi" di Bruno Vespa !
In questa maniera tutto il marcio che circola nel sottobosco RAI (ma che vuol dire anche RAI CINEMA, RAI FICTION) finirebbe, e nei corridoi RAI di viale Mazzini sin tornerebbe a lavorare invece di provarci con le più deboli o con le più mignotte !
State pur certi che a quel punto le carriere "politicizzate" di certi pseudo-dirigenti-giornalisti leccaculo, finirebbero subito...

VODAFONE "SPREME" I CLIENTI E POI CHIEDE LO SCONTO A MEDIASET !


Ancora una volta VODAFONE il gestore telefonico mobile inglese presente in Italia, stranamente con una società di diritto olandese, si caratterizza per un comportamento atipico nl nostro Paese. Mentre da un lato (clienti) VODAFONE aumenta le sue tariffe, fingendo di fare sconti (e non a caso ogni anno viene condannato dall' Antitrust per pubblicità ingannevole!), l' Italia rimane l' unico Paese al mondo in cui il gruppo inglese chiede ai clienti prepagatri, la tassa di cinque euro su ogni ricarica ! Basta fare una vistina al sito www.vodafone.com per accorgersene, e trarne le dovute conseguenze ....

Ma ieri a Milano in occasione della tavola rotonda 'Telco e Media', organizzata a Milano dal Politecnico, il vertice Vodafone ha chiesto ad RTI uno "sconto" sui diritti delle trasmissioni RTI, ma elegantemente Yves Confalonieri, direttore di RTI New Media, ha risposto con delle vere e proprie randellate !

Infatti dopo aver già "tritato" Tim, il direttore di RTI ha replicato a Vodafone : "Il mercato vale un miliardo di euro, volete tirare fuori i soldi o no?" aggiungendo con una risata, "la De Filippi sui Tivufonini costa!"

L'incredibile è che tra i tre litiganti, ancora una volta se la ride Vincenzo Novari: infatti il gestore H3G Italia è l'unica compagnia telefonica mobile in Italia ad avere una rete di proprietà ("La3") per trasmettere la tv in movimento, con accordi già siglati per RAI, Mediaset e Sky. Gli altri aprissero i portafogli....ma i propri !

29.6.06

"PUTTANOPOLI:" DIETRO LE QUINTE.... DELLA GREGORACI


Questa volta finalmente Elisabetta Gregoraci ce l'ha fatta! E' riuscita....a far parlare solo di sè, e non come al solito del suo fidanzato/amante di turno ! Soltanto che invece del suo fidanzato, si è parlato di lei in virtù del suo "protettore" (o amante ?) Salvo Sottile, l' ex-portavoce dell' On. Gianfranco Fini al Ministero degli Affari Esteri. In definitiva, cari lettori che differenza.... fa ? Sia chiaro che questo sito non vuole assolutamente crocefiggere la showgirl calabrese, entrata nelle case di tutti gli italiani, non attravreso il mezzo televisivo, ma bensì attraverso il telefonino, e cioè le intercettazioni, in cui finalmente si è svelata l'acqua calda....!
In cosa consiste l'acqua calda ? Semplice, è la rivisitazione din una vecchia canzone che diceva "una su cento ce la fa !".A fare cosa ? Semplice, a fare carriera... senza averla "data", come si suol dire in giro. A chi sia chiaro....non è importante ! Quello che importa è "darla" bene a qualcuno, basta che poi ti faccia lavorare !
Sull'ultimo numero del settimanale VANITYFAIR, la "trombata" più "trombata" (senza riferimento ad aspetti sessuali, sia ben chiaro !) della Camera dei Deputati e cioè Daniela Santanchè, deputato ancora per poco, pare....nelle file di Alleanza Nazionale (lo stesso partito di Fini e Sottile), entrata per la seconda volta in Parlamento senza i voti ed i consensi degli elettori, si è esercitata nell'inedito ruolo di avvocato di parte civile, cercando di scagionare in un'intervista sia Salvo Sottile che Elisabetta Gregoraci. Leggete un pò cosa dice la Santanchè della povera Gregoraci :
"La conosco come fidanzato di Flavio Briatore, che è mio carissimo amico" ed ammettendo di aver passato lo scorso weekend insieme, aggiunge " Elisabetta racconta che Sottile carino con lei".
Incalzata dall'intervistatore, a proposito sulle raccomandazioni la Santanchè aggiunge: "Non è un crimine raccomandare una valletta...Chiariamoci io non lo faccio" e qui se l'intervista fosse stata fatta in televisione sarebbe esplosa la platea dalle risate ? E la Santanchè a chi la raccomandava...? Forse a Cattaneo adesso che non c'è più, o al suo ex-protettore Ignazio LaRussa con il quale a stento si salutano ? Pensasse piuttosto, da chi farsi raccomandare lei !
Ma che interviste sono queste, caro collega Luca Telese ? Ma ti aspettavi per caso che la Santanchè dicesse "La Gregoraci è una migno...", "Lavorava perchè Sottile la tromb....e la raccomandava" ?
Preferiamo leggere e segnalare ai nostri lettori le dichiarazioni raccolte sempre sul settimanale VANITYFAIR dalla giornalista Sara Faillaci, che invece di intervistare la "regina"... del niente, cioè la Santanchè, ha preferito sentire l'opinione di due avvocati, "principi" del foro come Titta Madia e Vincenzo Maria Siniscalchi, che per fortuna anche dei lettori, hanno detto grazie cose sensate ed intelligente. Le le riproponiamo. Sulle pressioni che la Gregoraci accusa di aver subito dal Magistrato , l' Avv. Maddia dice :
"Dubito che il PM Woodcock le abbia fatte perchè, pur non avendone l'obbligo di Legge, ha registrato tutto".
L'Avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi a sua volta dice qualcosa che non può passare inosservato :
"Conosco personalmente Woodcock ed è un magistrato serio".
Come si fa a credere quindi ad una come la Gregoraci , che avendo un fidanzato, pur di partecipare al reality, , condotto da Carlo Conti "Ritorno al presente" e con Alfonso Signorini a fare l'inviato.... , programma fra l'altro chiuso prima del termine, Elisabetta la "calabrese" si sbaciucchiava (venendo "paparazzata" a Roma sui soliti settimanali di gosspi dalla memoria corta...) con il giovane patetico figlio del produttore Di Lorenzo titolare della LDM, la società di produzione considerata molto, molto vicina ad AN, apparsa all' improvviso fra i produttori preferiti dalla RAI, guarda caso in concomitanza con il governo di centrodestra ? Chissà...forse i bacetti erano gli stessi di quelli dati a Sottile !
Ma ve la ricordate la Gregoraci, quando ridicolizzavanelle sue interviste rilaslciate tanto per dare un pò d'aria alla sua boccuccia di rosa..., l'altro "genio" della tv e cioè Flavia Vento, e sostenere che con lei Matteo Cambi (altro suo amante-fidanzato) avrebbe fatto sul serio! "La mia relazione con Matteo non sarà come quella da lui avuta con Flavia Vento ! " diceva , venendo anche lei presto "scaricata" nonostante il fiancheggiamento effettuato alla madre di Cambi che accompagnava anche alle cure termali ?!!!
Noi la Gregoraci la ricordiamo invece in un ristorante romano, dove i bacetti se li scambiava con il suo ex-agente Nando Capecchi..., e ce la ricordiamo molto, ma molto bene nel backstage di una sfilata di "Milano Moda Donna" nel marzo scorso dove si autopresentò ad un industriale ultrassessentenne, felicemente sposato, consegnandoli un bigliettino con il suo numero di telefono, dinnanzi ai nostri occhi ! L'industriale disse a chi gli stava accanto (e cioè ad uno di noi) "Ma questa qui chi è, che vuole, chi l'ha invitata alla nostra sfilate ? Non capisco perchè mi ha dato il suo numero di telefonino ?!!! ". Ora leggendoci, forse lo capirà !
Perchè la Gregoraci non racconta invece come ha conosciuto, o meglio il suo principe azzurro Briatore al ristorante "Il Bolognese" di Milano, dove la "fanciulla" si era recata in compagnia di una sua conoscente che l'avrebbe presentata all'agente delle "peggio", cioè Lele Mora, in quanto la Gregoraci era rimasta senz'agente ? Perchè non ci spiega come mai Emilio Fede, pur addolorando il suo caro amico Briatore, dopo poche puntate di conduzione del rotocalco "Sipario", l'ha rispedita al mittente ?
Cara Elisabetta, permettici di darti un umile un consiglio : non sai ballare, non sai cantare, non hai mai fatto la modella a livelli professionali, non hai mai fatto alcun lavoro per la Wonderbra, nè sei stata loro testimonial (come vai millantando da anni !) non hai mai presentato nulla di serio e qualificante in vita tuo , la televisione si vede subito, non è nelle tue "corde". Perchè non ti cerchi un altro lavoro più serio, senza avere il bisogno "orgiastico" di apparire ? In fin dei conti sei una missionaria. Fare la fidanzata estiva di Flavio Briatore lo capiamo, ti avrebbe fatto comodo...anche per conoscere qualcuno di utile, tipo Salvo Sottile, nonostante qualche bacetto di troppo alla Farnesina !
Un passo indietro, un pò di silenzio. Ti aiuterebbe e molto anche !

27.6.06

JOHN RICHMOND ED I SUOI TESTIMONIALS....

John Richmond e Saverio Moschillo. Chi traduce ?



L'ex disc-jockey ed attuale stilista inglese John Richmond , ha un socio italiano che si occupa della produzione e distribuzione del marchio, Saverio Moschillo, noto nel mondo della moda per il suo modo di fare certamente poco "english". Negli anni scorsi , Moschillo aveva annunciato ai quattro venti l'espansione internazionale dopo l'apertura di un negozio monomarca John Richmond a Londra, alla cui inaugurazione del febbraio 2004 era presente per la tv italiana soltanto la telecamera di Jo Squillo, mentre la boutique parigina di John Richmond in Rue Fauburg St. Honorè non ha resistito oltre un'anno, venendo definitivamente chiusa.
Ma la crisi d'immagine del marchio, secondo voci correnti nel settore, non è del tutto indifferente nonostante un'inutile presenza pubblicitaria sui quotidiani . Qualcuno magari spieghi a Moschillo che pubblicitariamente parlando, "tirano" più i femminili specializzati sulla moda dei quotidiani (!!!) in quanto sarebbero stati non pochi fra i clienti più importanti della John Richmond in Italia a decidere di non acquistare e rivendere più nei propri negozi l'etichetta inglese (made in Forlì) a causa sia delle politiche commerciali adottate da Moschillo, che dalla nicchia di mercato un pò troppo riristretto per la griffe, senza tralasciare il costo troppo alt0 (secondo i negozianti) per la reale qualità e fattura del prodotto.
E non a caso, circolano voci...onfermate nei fatti, del rifiuto espresso da Elisabetta Canalis (ex-testimonials di John Richmond) a continuare ad avere rapporti con Moschillo, ed infatti nell'attuale campagna pubblicitaria appaiono come nuovi testimonials di John Richmond, la showgirl israeliana Moran Atias, letteralmente "disoccupata" nel nostro Paese, e Clarence Seedorf giocatore del Milan il quale, se non apparisse il suo nome sulle pubblicità, nessuno lo riconoscerebbe !
Ma forse Moschillo è troppo distratto da altrie idee, ed il 2007 si avvicina....

LE STRANE "COINCIDENZE" DI CASA TRONCHETTI PROVERA


l'inquietante dipendente della Pirelli-Telecom, all'opera....


Dalle parti di via Bigli a Milano, nelle vicinanze di casa dell'imprenditore Marco Tronchetti Provera, alla corte di sua moglie Afef Jnifen si aggira un "inquietante" signore che ha dei "precedenti" che dovrebbero far preoccupare non poco il Presidente del Gruppo Pirelli-Telecom. Si tratta di un dipendente del Gruppo, che di fatto è il "tuttofare" dell'attuale signora Tronchetti Provera, della quale cui si professa "grande amico" (sarà per questo, forse, che percepisce uno stipendio ?).

In passato questo signore ha lavorato per un'agenzia di modelle. Sapete che fine ha fatto l'agenzia ? E' fallita ! E sapete chi era il Presidente che l'assunse e che finanziava l' agenzia? Un certo Daniele Lorenzano, coinvolto e rinviato a giudizio nelle indagini della Procura della Repubblica di Milano a carico della famiglia Berlusconi per un presunto giro di fatture "gonfiate" per diritti televisivi e cinematografici.

Ma non è finita, il "signore" di cui stiamo parlando (e che non nominiamo per opportuna e dovuta tutela scaramantica ! ) ha lavorato in passato anche per uno stilista toscano di moda, all'epoca dei fatti abbastanza in auge. Ebbene, anche in questo caso l'azienda di proprietà dello stlista è finita male....venendo chiusa e liquidata, ed il suo marchio coinvolto in un vortice di compra -vendite senza fine.

Dopodichè, ha lavorato per una stilista di cui seguiva i rapporti con la stampa. Risultato ? Il marito, noto manager di un'importante gruppo televisivo ha perso il posto, venendo pizzicato nel suo ufficio, mentre s'intrateneva un pò troppo....con una ballerina del programma che seguiva !

E per concludere, il povero Tronchetti Provera ! Prima la multa storica comminata dall' Antitrust a Telecom Italia, dopodichè lo scandalo che ha visto uno dei suoi più importante soci ( il finanziere Gnutti con la finanziaria bresciana Hopa) nella finanziaria Olimpia con cui controlla TELECOM, coinvolto in pesanti ed imbarazzanti vicende giudiarie, insieme al vicepresidente di Telecom, Giovanni Consorte. Dopodichè è esploso lo scandalo delle intercettazioni telefoniche con Giuliano Tavaroli il responsabile della sicurezza di casa Tronchetti Provera e della Pirelli-Telecom rinviato a giudizio per "associazione a delinquere".

Una cosa è certa, o questo "signore" è seguito dalla malasorte, o....fate voi ! Noi consigliamo di evitarlo. Non si sa mai...!
P.S. Auguriamo ad Antonio Marano, direttore di RAIDUE che da poco ingaggiato Afef per affiancare da settembre Gene Gnocchi nel programma "La Grande Notte", di poter tenere lontano l'amichetto "inquietante" di Afef. Non vorremmo che senza alcuna colpa, perdesse il posto....!

QUELLE "VERGINELLE".... DI CASA SAVOIA !


Il decaduto (in tutti i sensi !) Emanuele Filiberto di Savoia ha ben pensato di rilasciare ancora una volta la solita intervista...al miele al giornalisto di turno, nel vano tentativo di scaricare sulla gente che circondava suo padre Vittorio Emanuele, le responsabilità ed i vizietti di casa Savoia.
Nell'intervista rilasciata oggi al quotidiano La Repubblica, il giovanotto di "casa Savoia" dopo esersi dissociato da suo padre.....si dimentica di raccontare, che anche lui in Svizzera, non se la passa tanto bene a causa di qualche problemimo in corso di natura fiscale con il fisco elvetico, legato al ristorante "Il Quirinale" da lui recentemente aperto nella località svizzera, in società con la famiglia Chopard (che secondo le nostre fonti è quella che ha finanziato l'iniziativa). Secondo le autorità fiscali svizzere, il giovanotto di casa Savoia, cercherebbe di evadere le tasse, caratteristica che lo accomuna con il resto della famiglia come si evince dalle intercettazioni ed ammissioni dello stesso Vittorio Emanuele dinnanzi alla Procura della Repubblica di Potenza, manifestando il "vizietto"...di non voler pagare le tasse neanche sui vestiti acquistati all'estero dalla moglie Marina Doria!
Evidentemente "casa Savoia" risente in qualche modo...della grossa crisi economica che ha colpito lo stilista romano che vestiva la moglie di Vittorio Emanuele. Infatti secondo nostre informazioni più che attendibili, tutti gli assegni postdatati consegnati dallo stilista in questione ad alcune agenzie di modelle milanesi che gli avevano fornito le modelle per la sfilata della scorsa stagione (marzo 2006) a "Milano Moda Donna", la manifestazione organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana sono tornati "scoperti", cioè impagati !
Sarebbe veramente divertente scoprire quali sarebbero tutte le nefandezze di cui Vittorio Emanuele di Savoia accusa l'ex-amico-scrivano di corte, e cioè il giornalista Luciano Regolo, attuale direttore del settimanale NOVELLA2000, il quale in passato fù autore di alcuni libri "dedicati" ed "ispirati" alla famiglia Savoia, fra cui il cui racconto sulla vita della Regina Elena di Savoia, dal titolo "Ielena" pubblicato con la prefazione, sapete di chi ? Proprio di Vittorio Emanuele ! Ma si sa i tempi cambiano, e le allenze pure....
Nel frattempo alla corte di casa Savoia è arrivato (pare, introdotto dal loro p.r. romano Massimo Leonardelli) un' altro giornalista, Alfonso Signorini attuale vice-direttore del settimanale CHI che porta una gran dote:è da sempre acerrimo rivale e nemico di Regolo. In questo caso viene facile alla memoria una vecchia equazione algebrico-matematica che recita : "Invertendo l'ordine dei termini e dei fattori il prodotto non cambia". Chissà se a "casa Savoia", qualcuno ha studiato, visto che Vittorio Emanuele si è fermato alla maturità scientifica !
Come si fa quindi a non ridere ed a non criticare Emanuele Filiberto di Savoia, allorquando dice "Non sono ancora andato a trovare mio padre Vittorio Emanuele agli arresti domiciliari romani perché "mediaticamente non è il momento" ?!!! Ma evidentemente l'erede dell'ormai tramontata "casa Savoia" vive solo di riflettori....senz'accorgersi che dopo questo scandalo si spegneranno per sempre !
A proposito, se volete farvi quattro risate andate a visitare il sito www.disavoia.it messo in pidi dall' Associazione Valori & Futuro presieduta da Emanuele Filiberto di Savoia ! Si parla di "Democrazia, Famiglia, Religione Cristiana, Tolleranza, Onore, Lealtà, Rispetto del prossimo, Tradizione, Solidarietà, ecc". Cioè di tutto quello di cui la famiglia Savoia è evidentemente priva alla luce dei documenti processuali.
Ma questi "signori"... non potevano restarsene in Svizzera, dove di fatto ancor'oggi risiedono, invece di cercare di tornarsene in Italia per i loro affarucci, le loro trombatine con prostitute da 200 €uro, cercando persino di comprare a due lire delle proprietà immobiliari in Italia, fra quelle sequestrate dalla Direzione Investigativa Antimafia alla malavita organizzata?
E cos'altro aggiungere allorquando il giovanotto Emanuele Filiberto , si ostina ad annunciare alla stampa ancor'oggi : "Controllerò uno per uno i 3912 Cavalieri e Dame, rivaglierò la loro posizione. Il nostro ordine è un'istituzione seria, nata 572 anni fa, con scopi nobili ed umanitari. Qualcuno ne ha approfittato, bisogna fare grande pulizia". In effetti su questo ha ragione....sopratutto se rivolto all'interno ed all'entourage stretto di "casa Savoia" !

25.6.06

ORDINE DEI GIORNALISTI. A MILANO SI DORME.... O S' ARCHIVIA TUTTO ?


C'era una volta....l' Ordine dei Giornalisti della Lombardia il cui Presidente, Franco Abruzzo, giornalista pensionato dal SOLE24ORE, si elevava a "censore" e "tutore" della deontologia professionale venendo eletto a maggioranza "bulgara", sino a quando un bel giorno in occasione delle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio, ha dovuto subire l'onta del ballottaggio confrontandosi con Vittorio Feltri, che proprio lui aveva radiato dall' Ordine dei Giornalisti lombardo, salvo poi veder annullata la sua decisione dal Consiglio Nazionale dell' Ordine dei Giornalisti!
Da quel momento all' Ordine dei Giornalisti della Lombardia se ne sono viste delle belle...! Siamo infatti venuti a conoscenza di alcune archiviazioni di "imbarazzanti" esposti presentati nei confronti di alcuni giornalisti lombardi. Nel primo caso (attualmente pendente per ricorso dinnanzi al Consiglio Nazionale) Franco Abruzzo ed i suoi colleghi "consiglieri" hanno archiviato una denuncia presentata nei confronti di una giornalista di moda per un' articolo-"marketta", pubblicitario apparsa su un settimanale femminile della Rizzoli.
Ebbene, guarda caso.... quello stesso articolo era stato giudicato dall' Autorità Antitrust (l' Autorità garante per la Concorrenza per il Libero Mercato) non un articolo giornalistico, ma bensì un vero e proprio "redazionale pubblicitario". Quindi secondo la Legge Professionale e la Carta dei Doveri del Giornalista, da sanzionare !
Recentemente, invece l' Ordine dei Giornalisti della Lombardia, si è ripetuto nell'interpretazione degna..... del noto "rito ambrosiano"!!! Infatti secondo i Consiglieri dell' Ordine Lombardo, per un giornalista è assolutamente lecito e normale poter commentare come ha fatto Alfonso Signorini in un'intervista all'inserto settimanale che la collega Cristina Parodi , "Ha uno sguardo da maiala", e poter chiedere in televisione ad una giornalista come Luisella Costamagna se era vero che per lavorare con Michele Santoro occorreva pagare pegno....". !
Inoltre, secondo Abruzzo & Co. è assolutamente lecito e normale che Signorini, ammetta in tutta tranquillità di aver posseduto ed utilizzato uno scanner per intercettare telefonate (attività peraltro vietata dal Codice Penale ). Ma non è finita ! Sapete cosa ha sostenuto l' Ordine dei Giornalisti della Lombardia, archiviando l' esposto ricevuto nei confronti del giornalista Alfonso Signorini responsabile di tali diffamazioni e violazioni deontologiche ? Incredibile , ma vero ! Leggete con i vostri occhi.... :
"il giornalista Alfonso Signorini si distingue sempre per battute e satira e quanto dice deve essere considerato in questa prospettiva e non come scorrettezza professionale" .
A questo punto qualsiasi giornalista che lavori a Milano o in Lombardia, è quindi legittimato a dare della "maiala" a Cristina Parodi, ad insinuare in televisione che la giornalista Luisella Costamagna per far carriera e lavorare con Michele Santoro, come si suol dire (d'attualità di questi tempi.... ) "l'ha data" !
Quindi cari colleghi, avanti tutta con le diffamazioni...tanto l' Ordine dei Giornalisti a Milano archivia....salvo poi attenzione a doverne rispondere in Tribunale, dove Abruzzo & Co. non hanno molta voce in capitolo ! Se avesse applicato la Legge, secondo il Tribuinale di Milano, Franco Abruzzo non sarebbe stato condannato in solido con l' Ordine dei Giornalisti della Lombardia , per aver diffamato il Presidente dell' INPGI Gabriele Cescutti.
Ma ritornandoci alle archiviazioni "facili" decretate dall' Ordine dei Giornalisti della Lombardia presieduto da Franco Abruzzo, permetteteci di eccepire su tali archiviazioni, ma evidentemente Abruzzo ed i suoi colleghi, evidentemente troppo presi a scrivere commenti, comunicati, a fare i "professori" a contratto e sfornare nuovi giornalisti disoccupati, hanno dimenticato (o non hanno avuto il tempo...?!!!) di leggere cosa prevede la Legge Professionale e la Carta dei Doveri del Giornalista. Allora glielo ricordiamo noi:
Carta dei Doveri del Giornalista
DOVERI
"Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d'informazione e di opinione sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall'articolo 2 della Legge n. 69 del 3 febbraio 1963. È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede"

Responsabilità del giornalista

"Il giornalista rispetta il diritto alla riservatezza di ogni cittadino e non può pubblicare notizie sulla sua vita privata se non quando siano di chiaro e rilevante interesse...."
N.B. La violazione di queste regole integranti lo spirito dell'art. 2 della Legge 3.2.69 n.60 comporta l'applicazione delle norme contenute nel Titolo III della citata legge.
Carta dei Doveri del Giornalista
dal Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personalinell'esercizio dell'attività giornalistica (art. 25 Legge n. 675/96)
ART. 11 (Tutela della sfera sessuale della persona)
comma 1 " Il giornalista si astiene dalla descrizione di abitudini sessuali riferite ad una determinata persona, identificata o identificabile."
Chissà cosa ne penserè l'illustre Consiglio dell' Ordine dei Giornalisti della Lombardia, allorquando si renderà conto di qualcosa di molto professionale ed etico....., scritto e firmato nel suo consueto "stile" da Alfonso Signorini per il sito DAGOSPIA (07/09/2004) e disponibile alla lettura per chiunque navighi su Internet:
"Il cazzo di Stefano Accorsi è un gran bel cazzo. Detto, purtroppo, senza peli sulla lingua.... omissis....l’arnese di Accorsi. Un arnese che chiunque vorrebbe avere tra le gambe, a riposo come al lavoro.....omissis..... Benedetti, dunque, gli ululati di approvazione nelle sale di Venezia, benedetta la mamma di Stefano Accorsi. E benedetta pure Letitia Casta, che con un simile dono di Dio per le mani mi auguro per lei che tanto casta non sia. Sempre tuo. Alfonso Signorini".

Ma forse..., anche in questo caso per il Consiglio dell' Ordine dei Giornalisti della Lombardia ed il suo Presidente Franco Abruzzo, "il giornalista Alfonso Signorini si distingue sempre per battute e satira e quanto dice deve essere considerato in questa prospettiva e non come scorrettezza professionale" . ....!

CHICCHIRICHI' OSPITE "SGRADITO"

nella foto, l'arrampicatore-imbucato Chicchirichì

Ancora una volta ci giungono notizie sul solito "Chicchirichì", l'arrampicatore sociale che si aggira fra i salotti ed i ristoranti milanesi, specializzato a fare la "dama di compagnia" a signorine... a caccia di patrimoni, o a signore ormai stagionate alla ricerca disperata di qualcuno che se le fili...e magari le soddisfi anche sessualmente !
Ma "Chicchirichì", questa volta l'ha fatta grossa ! Infatti secondo fonti attendibili, questa volta lo squallido individuo, sarebbe stato invitato dalla propietaria a fare le valigie e lasciare la masseria-relais in Puglia ove soggiornava, recentemente passata agli onori della cronaca per aver ospitato contemporaneamente nello stesso periodo di vacanza il leader dell' UDC Pierferdinando Casini in compagnia della sua compagna Azzurra Caltagirone (editore del quotidiano IL MESSAGGERO di Roma) , ed il Presidente dei DS-Democratici di Sinistra (ed attuale Ministro degli Esteri) Massimo D'Alema, che invece avevano chiesto la massima riservatezza.
Invece una bella mattina entrambi i politici aprendo i quotidiani hanno scoperto (scusate il gioco di parole) di essere stati scoperti, e quindi dopo aver fatto smentire dai propri portavoce qualsiasi tipo di "inciucio" politico, hanno fatto partire le indagini per scoprire chi fosse stata la "talpa" a soffiare la notizia ai giornalisti. Le ricerche hanno portato a scoprite che a passare le informazioni ad alcuni giornalisti era stato proprio "Chicchirichì", il quale pur essendo misteriosamente iscritto nell' Elenco Publicisti dell' Ordine dei Giornalisti della Lombardia (dove recentemente pare sia diventato molto facile ...iscriversi ) si esercita, invece che nello scrivere, nell'arte di passare "soffiate" (in cambio di "markette") ai giornalisti del coro, o a quelli vicini o nel libro paga della famiglia imprenditoriale che sfama....quotidianamente il pennuto arrampicatore.
Adesso, "Chicchirichì", dovrà trovare qualche altro posto per arrostire al sole il suo di dietro, e sopratutto ad allenarlo a qualcosa che sta per arrivargli.... Cosa ? Ma suvvia, amici cari, volete per caso toglierci il gusto di fare una bella sorpresina.... a qualcuno ? State pur tranquilli che sarete puntualmente informati....!

24.6.06

NAOMI A FIRENZE, AFEF IN PASSERELLA, E TRONCHETTI PAGA !


La presenza di Naomi Campbell a Firenze in occasione della manifestazione PITTI UOMO non è del tutto casuale...infatti la topmodel ha presenziato (lautamente ricompensata) allo stand della linea di abbigliamento sportivo PIRELLI PZERO , seguita da Antonio Gallo il p.r.-portavoce (come lui stesso si è qualificato recentemente con il settimanale GENTE ) -assistente-tuttofare dell'ex-modella tunisina Afef Jnifen sposata in Tronchetti Provera, la quale si è presentato alla Fortezza da Basso, dove si svolge la manifestazione fieristica, gommata (per non dire vestita), vestita con abbigliamento "rigorosamente" marchiato PIRELLI. (e prodotto a basso costo in Asia....!) . Peccato che Afef non lo usi anche durante le sue giornate normali. Chissà come mai ? Forse non si sentirebbe abbastanza "chic" o "trendy", come l'ha definita il suo "ritrovato amico Frù-Frù (al secolo Alfonsino/a Signorini/a), per anni su PANORAMA Online!
Poteva non approfittare di un occasione del genere lo stilista fiorentino Roberto Cavalli e farle sfilare per la sua griffe tutte e due insieme, a basso prezzo, cioè senza pagre viaggio, rimborsi ecc. ? Ma certo che no ! E poteva perdere l'occasione il settimanale PANORAMA di far intervistare nel numero in edicola questa settimana Naomi Campbell, dalla "resuscitata" giornalista pubblicist Afef Jnifen ? Ma certo che no ! Ma nell'intervista di Afef, stranamente si parla di Madre Teresa e Mandela, ma... non vi è nessun accenno anche alle cause aattualmente in corso negli Stati Uniti ed anche in Italia, che rivelano una Naomi a dir poco ...aggressiva e violenta !
In fin dei conti Afef poteva farsi raccontare dall' Avv. Annamaria Bernadini De Pace tramite il loro comune "amichetto" Antonio Gallo, cos' è successo l'estate scorsa all' Hotel Eden di Roma alla povera Yvonne Sciò, di cui a lungo lo stesso Gallo ha fatto da press-agent ( o anche in quel caso era "solo un amica" ?).
Meno male che questa volta, il settimanale diretto da Pietro Calabrese non è sceso nuovamente al livello "markettaro", raggiunto tempo fa quando ha pubblicato un servizio su Naomi Campbell, firmato da Antonio Gallo (si proprio lui !) , con fotografie che ritraevano la topmodel (prossima alla pensione) tutta vestita PIRELLI PZERO linea di cui è" testimonial" profumatamente ricompensata da alcuni anni. Povera Naomi, com'è caduta in basso...ma d'altronde deve pur guadagnare per pagarsi le cause in corso !
Infatti, la Campbell, accusata in America di avere picchiato una delle sue cameriere, dovrebbe riuscire ad evitare il processo penale. Il processo avrebbe potuto costarle fino a 7 anni di carcere. Ma la top model, 35 anni, dovra' pagare un super risarcimento. Secondo il Daily News, e' questa l'ipotesi alla quale stanno lavorando i legali della "Venere nera". Il tabloid, citando una fonte vicina ai negoziati, pensa che l'accordo potrebbe essere annunciato martedi', data d'inizio del processo.
Chissà se Gallo questa volta avrà il coraggio di continuare a dichiarare in Tribunale, che lui di Afef è "solo amico"..."Le bugie hanno le gambe corte" recita un vecchio proverbio, e questa volta l'ex-maresciallo dei Carabinieri Giuliano Tavaroli (incriminato e rinviato a giudizio per associazione a delinquere dalla Procura della Repubblica di Milano) , ex-responsabile per la "sicurezza".... della famiglia Tronchetti Provera, non c'è più. La festa è finita !!!

CONFERMATA GLI ARRESTI PER SALVO SOTTILE



Il Gip (giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Potenza dr. Alberto Iannuzzi che ha concesso gli arresti domiciliari per Vittorio Emanuale di Savoia, ha respinto l'istanza di remissione in libertà presentata dalla difesa del giornalista Salvatore Sottile portavoce dell' On. Gianfranco Fini, , in merito all'accusa di "concussione sessuale" ai danni di Elisabetta Gregoraci.

Sottile rimane rimane indagato per la vicenda dei Monopoli (fu lui a mettere in contatto il gruppo del principe con il direttore generale Giorgio Tino e la sua compagna, Anna Maria Lucia Barbarito, responsabile dei nullaosta). Nel suo interrogatorio, il portavoce di Gianfranco Fini ha ammesso di aver messo in contatto il gruppo con i Monopoli. Nulla di più. Ma per Sottile, rimangono confermati gli arresti domiciliari per la vicenda Gregoraci. La parte legata alla concussione sessuale è attualmente di competenza della Procura di Roma, ma il Gip di Potenza si è pronunciato ugualmente sulla misura cautelare da lui emessa la settimana scorsa, ed ha confermato gli arresti domiciliari per Sottile perchè la versione che ha fornito nell'interrogatorio non appare credibile e perchè, nelle recenti affermazioni della Gregoraci alla stampa, ha ravvisato il pericolo di inquinamento probatorio.

Per quanto riguarda i contratti procurati alla showgirl Rai Elisabetta Gregoraci, in cambio di prestazioni sessuali, il portavoce di Fini ha sottolineato che con la valletta vi era solo "amicizia". Una versione contraddetta dalle dichiarazioni rese dalla Gregoraci, e poi ritrattate, nella quale aveva ammesso la relazione sessuale con Sottile. Queste affermazioni contrastanti secondo il gip "creano i presupposti per ravvisare un inquinamento probatorio" e lo hanno indotto a mantenere la misura cautelare.

Il Gip si è pronunciato, rigettandole, anche sulle istanze presentate da Roberto Salmoiraghi, sindaco di Campione d'Italia ( e sponsor del contratto da 250 mila euro l'anno all'agente di spettacolo Lele Mora, con un passato in carcere e condanne per traffico di cocaina) , e del "faccendiere" Achille De Luca legato a Vittorio Emanuele di Savoia. I loro legali hanno già annunciato il ricorso al tribunale del riesame.

PERCHE' E' SPARITA LA QUESTIONE MORALE ?



In una lettera pubblicata oggi dal CORRIERE DELLA SERA il Giudice delle Indagini Preliminari dr. Alberto Iannuzzi del Tribunale di Potenza, precisa di non aver nessuna velleità da star, e che l'indagine ha avuto risonanza contro la volontà dei giudici. Questa la lettera:

"Colpiscono e destano qualche ragionevole perplessità alcune immagini suggestive, evocate sui quotidiani nazionali, a proposito dell’inchiesta legata all’arresto del principe Vittorio Emanuele di Savoia e altri appartenenti al suo entourage. Si parla di «rumore» e «bolle di sapone», immagini che sembrano contrastare col peso specifico del provvedimento restrittivo e la complessità delle imputazioni (associazione a delinquere, corruzione, favoreggiamento della prostituzione, concussione sessuale...), che invece richiamano fatti allarmanti, per cui è legittimo aspettarsi che, prima di giudicare, i critici dovrebbero riflettere bene sulle vicende oggetto d’indagine. La storia sembra ripetersi, scandendo i tempi di un processo mediatico parallelo a quello che dovrebbe svolgersi nelle aule giudiziarie.

Si esprime incredulità, ci si interroga sulla necessità dell’arresto, l’uso della carcerazione preventiva e delle intercettazioni telefoniche, che in astratto sono ritenute necessarie per accertare reati gravi, salvo sollevare il dubbio che nel caso di specie siano usate in maniera distorta per formulare, a volte, un giudizio preventivo di assoluzione, sempre però quando si tratta di personaggi eccellenti, in barba al principio per cui tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.
Lo scandalo è acuito dalle intercettazioni che finiscono sui giornali, i cui commentatori prendono le distanze accampando l’alibi che in regime di concorrenza se non pubblica l’uno pubblicherà l’altro. In un clima già molto inquinato si inseriscono attacchi personali, rivolti soprattutto agli inquirenti ripescando vecchie vicende giudiziarie in modo distorto.

In questo scenario ho ritenuto di intervenire, esponendomi all’assalto mediatico, per riportare l’attenzione da quello che rischiava di diventare gossip ai fatti emersi dall’indagine, fondati (è legittima pretesa dei magistrati) su solidi elementi probatori. Nessuna velleità da star, soltanto il tentativo di dare elementi di conoscenza su un’indagine che, contro la volontà dei giudici, ha avuto risonanza. Non ritengo di aver anticipato il mio convincimento sugli sviluppi dell’inchiesta o leso l’immagine di terzietà del giudice. Peraltro, se le misure restrittive hanno sorpreso anche i diretti interessati, è perché l’indagine è stata condotta nel rispetto del riserbo e del segreto investigativo. È ovvio che la conoscenza del contenuto del provvedimento da parte degli interessati ha fatto sì che il suo patrimonio conoscitivo sfuggisse al controllo del giudice.
Pare che alcuni attacchi al gip siano dettati da motivi slegati dalla legittima critica del provvedimento.
Il magistrato che cerca di fare il suo dovere in modo libero e indipendente, spesso, soprattutto se incappa in vicende così gravi, incontra ostacoli. Ricordo un passo di Pietro Calamandrei, tratto da «Elogio dei giudici». Il giurista fiorentino, parlando di un magistrato che ai tempi del fascismo era definito «pretore rosso», scrive che «non era in realtà né rosso né bigio: era soltanto una coscienza tranquillamente fiera, non disposta a rinnegare la giustizia per fare la volontà degli squadristi». Viviamo, per fortuna, in un Paese democratico. In cui esistono, però, pericoli per l’indipendenza del magistrato, non ultimo quello legato al tubo catodico. Ora mi chiedo: la questione morale che non sempre a proposito viene agitata, per la quale in altri Paesi basta un’irregolarità sulla colf a stroncare carriere politiche, è sparita dalle agende istituzionali?"

Alberto Iannuzzi (Gip del Tribunale di Potenza)
Riflessione che condividiamo e sottoscriviamo al 100%, ma forse nel nostro Paese la Legge (secondo "i furbetti del salottino") non è uguale per tutti !

LE RACCOMANDAZIONI INUTILI PER LA MONSE'

nella foto: Maria Monsè


Ancora una volta cari lettori, vi offriamo una "chicca" che non troverete su nessun altro giornale magazines, sito internet, e questa volta riguarda la "verginella" Maria La Rosa (in arte Monsè), che ha sposato l'imprenditore Paravia, erede della nota famiglia di imprenditori che installa ascensori in tutt' Italia.
Un bel giorno, il marito della Monsè mentre effettuava un sopralluogo di un cantiere di lavoro per l'installazione di un nuovo ascensore (regolarmente agggiudicato a seguito di una gara d'appalto) nella sede di rappresentanza di un importante Ministro dell'ultimo Governo Berlusconi, nel centro storico di Roma, incontrando casualmente il Ministro gli chiese se poteva spendere una buona parola in RAI per una ragazza che gli stava a cuore: Maria Monsè.
E qui arriva il bello ! Infatti il Ministro senza sapere chi fosse quel signore, gli rispose: "Ma chi quella lì ? Ma per piacere ma se è una che fa di tutto e di più per farsi notare, e poi con la reputazione che ha! Mi spiace, poi non raccomando showgirl e ballerine varie. Quindi non posso aiutarla." . Chi era il Ministro ? Possiamo dirvi solo una cosa. Per ironia della sorte è un esponente di AN-Alleanza Nazionale, proprio come Salvo Sottile.
Solo che il Ministro in questione, ha dimostrato un altro stile di vita e di comportamento. E si è salvato !
Altrettanto ha fatto Guido Paglia, il Direttore delle Realazioni Esterne della RAI, anch'egli uomo considerato molto "vicino" a Gianfranco Fini, che aveva rigettato le pressioni telefoniche ricevute da Maria Monsè per far pubblicare dalla ERI la casa editrice della RAI) il suo libro. Ma Maria Monse' ha incaricato il suo legale,di scrivere al neo Direttore Generale Rai Claudio Cappon e, per conoscenza al Direttore Affari Legali e Societari Rubens Esposito e al Direttore della Comunicazione, Relazioni Esterne e Istituzionali, Guido Paglia, per chiedere chiarimenti in relazione alle dichiarazioni di Paglia che la riguardano sul quotidiano ''La Repubblica'' del 19 giugno 2006. Questo il contenuto della lettera.
"''Gentilissimo Direttore, scrivo la presente su mandato della signora Maria La Rosa, in arte Maria Monse', in relazione all'articolo pubblicato in data 19 giugno 2006 sul quotidiano La Repubblica, a pagina 10, dal titolo ''Nessun aiuto alla Monse', le ho bloccato anche il libro'' e a firma Le.Pa. Nell'articolo in questione il Dott. Paglia riferisce di una presunta pressione che questi avrebbe subito ad opera della mia cliente per ottenere la pubblicazione di un libro dal titolo ''Monse' Pensiero'', e di un netto rifiuto di questi di pubblicarlo, per ragioni riguardanti, a suo dire, la scadente qualita' dell'opera. Riporto qui di seguito per estratto il contenuto dell'articolo: ''…Ho evitato che la sua raccolta di aforismi fosse pubblicata? La Monse' 3-4- mesi fa mi tempesto' di telefonate. Spedi' le bozze dei suoi pensieri, voleva pubblicarli, con la Eri, ma io mi sono opposto. Non si puo' stampare quella roba li' facendola passare per aforismi. Flaiano si sarebbe rivoltato nella tomba''.''A tale proposito -scrive il legale della Monse'- sia consentito di rilevare che, stando a quanto mi viene riferito, le circostanze riportate dal Dott. Paglia nel summenzionato articolo del 19 giugno, non corrispondono al vero. La signora Monse' non ha mai avuto, con riferimento al libro in questione, rapporti diretti di natura professionale con il dott. Paglia, ne' ha mai chiesto, a questi direttamente, di pubblicare o di far pubblicare il suo libro di aforismi, essendo gia' dotata a suo tempo di un proprio sponsor che poi ne curato i costi di pubblicazione. L'intervista rilasciata dal dott. Paglia alla Repubblica, viene ritenuta dalla mia cliente offensiva della sua reputazione professionale, e chiaramente rilasciata a soli fini mediatici, in un contesto del quale la stessa si e' poi rilevata essere soltanto una mera vittima. In relazione a quanto sopra, ed attesa la carica ricoperta dal Dott. Paglia all'interno del Rai, La invito a volermi precisare se l'intervista rilasciata dal Dott. Paglia su La Repubblica e' da ricondurre nell'ambito delle dichiarazioni da questi rese per conto del gruppo, e quindi se il contenuto di tale intervista puo' dirsi, per cosi' dire, espressione del pensiero Rai sulla mia cliente e sul libro da questa pubblicato, ovvero se essa debba intendersi rilasciata dal Dott. Paglia, a titolo personale, cosi' da poter correttamente indirizzare le azioni legali per le quali si e' avuto mandato di procedere''.
Immediatamente è arrivata la replica di Guido Paglia che ha un passato politico e professionale alle spalle, che certamente non gli fa certamente temere le minacce legali della Monsè, anche perchè le telefonate lasciano tracce sui tabulati telefonici. Questa la risposta di Paglia:
"'Confermo punto per punto da quanto da me gia' dichiarato circa le pressioni ricevute dall'interno e dall'esterno della Rai per pubblicare il libro di pseudo-pensierini della signora Monse' da parte delle edizioni Eri. Saro' lieto di rivelarne i nomi in un'aula di Tribunale alla signora Monse' e ai giudici che me ne dovessero chiedere conto''.
Una cosa è certa, cari lettori, ci siamo liberati finalmente anche della Monsè, e dei suoi pensieri....! E vui sembra poco ?!!!

VITTORIO EMANUELE CONFESSA ! E LE MINACCE DEL FIGLIO AI MAGISTRATI ?


Nell'ordinanza con la quale ha concesso gli arresti domiciliari a Vittorio Emanuele di Savoia il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Potenza, dr. Alberto Iannuzzi, ha scritto che "Il quadro indiziario risulta ampiamente consolidato e rafforzato". Infatti durante l'interrogatorio di garanzia al quale è stato sottoposto il principe "decaduto" (in tutti i sensi !) , lo scorso 20 giugno nel carcere di Potenza, Vittorio Emanuele di Savoia ha fatto dichiarazioni «parzialmente confessorie» manifestando la propria disponibilità a offrire «ampia collaborazione». Pertanto «Tenuto conto dell'atteggiamento serbato durante l'interrogatorio di garanzia, caratterizzato dalla disponibilità ad offrire ampia collaborazione nella ricostruzione dei numerosi episodi delittuosi contestati - scrive il gip - possono ritenersi affievolite le esigenze cautelari».
TANGENTI. Nell'ordinanza del Tribunale di Potenza si legge: «Il principe ha confermato la corruzione sull'affare di Campione d'Italia ed il quadro indiziario risulta consolidato innanzitutto a seguito delle dichiarazioni confessorie rese da Migliardi, il quale ha ammesso esplicitamente di aver pagato una tangente destinata ai funzionari dei Monopoli, per il rilascio dei nullaosta per la distribuzione dei videogiochi».
Sulla corruzione ai Monopoli vi è stata anche la confessione di Ugo Bonazza, un collaboratore di Vittorio Emanuele, il quale ha ammesso e confessato di aver fatto da tramite tra l'imprenditore messinese Migliardi e il principe (decaduto) di Savoia, e successivamente tra Narducci e De Luca.
In merito all' «affare Campione d'Italia», il giudice per le indagini preliminari ha sottolineato come «appaiono rilevanti e fondamentali le dichiarazioni sostanzialmente ammissive rese da Savoia, il quale ha confermato la conclusione dell'accordo corruttivo stipulato fra lui stesso, Rizzani, Bonazza (che avrebbe dovuto fungere da prestanome di Rocco Migliardi) e il sindaco della città Roberto Salmoiraghi, il quale, stando alle ammissioni del principe, era destinatario di una "commissione" espressamente pattuita fra gli interessati, e che, per l'estrema circospezione adoperata nelle conversazioni telefoniche, alludeva chiaramente al pagamento di una tangente».
PROSTITUTE - Anche in questo caso «le dichiarazioni rese dal Savoia comprovano in modo più che lineare l'accordo secondo il quale ai clienti che avrebbero dovuto frequentare il Casinò di Campione sarebbe stato offerto un 'pacchetto completo', alludendosi, in maniera neppure troppo velata, alla possibilità che fossero messe a disposizione dei clienti medesimi delle prostitute».
Ecco cosa ha dichiarato sui suoi gusti sessuali, Vittorio Emanuele di Savoia:
Magistrato : «Principe, queste donne che lei chiedeva a Bonazza, queste prostitute... Le chiedeva con una certa insistenza... Come mai questa ossessione nel chiedere questi inconri con queste prostitute?».
Vittorio Emanuele.: «Sono un «sessomaniaco».
Magistrato: «Poi dava anche delle preferenze: bionda, bruna...».
Vittorio Emanuele: «Mi lasci raccontare: il 99% non c'era niente perché non funzionava...»
Magistrato: «Che cosa non funzionava?».
Vittorio Emanuele : «Non funzionava perché non era a punto portarla dove c'era mia moglie; poi una volta una... mi ha portato uno scorfano tale che gli ho detto: "La Madonna, grazie signorina va benissimo"».
Magistrato: «A parte gli scherzi, lei dava anche delle indicazioni fisiche».
Vittorio Emanuele : «Sì, per cambiare... vedere... perché certe volte uno cerca una bruna».
Magistrato: «Preferiva incontrarle in un posto piuttosto che in un altro?».
Vittorio Emanuele : «Sì, perché io sono sposato da 45 anni con mia moglie e sono molto contento. Ma sono cacciatore e di tanto in tanto mi piace anche sparare... Così basta; si paga e chiuso. Non ci sono amanti, non c'è niente. E' come andare al cinema!».
Magistrato: «Ma va spesso al cinema?».
Vittorio Emanuele ; «No, ormai con la televisione....».
FRONTIERA - Con riferimento agli episodi di corruzione che hanno coinvolto la Polizia di frontiera, Vittorio Emanuele di Savoia ha ammesso alcuni degli addebiti contestati, chiarendo che il "passaggio privilegiato" alla frontiera scaturiva «dall'esigenza di evadere l'Iva sulle cose trasportate». Vittorio Emanuele, aggiunge il Gip Iannuzzi, ha chiarito anche «i termini dell'accordo corruttivo, concretizzatosi attraverso il versamento del denaro, in cambio della compiacenza, da parte dell'addetto al controllo, circa l'oggetto e le ragioni del trasporto».
Vittorio Emanuele di Savoia trovato a suo tempo negli elenchi della P2 ( tessera numero 1621) la loggia massonica fuorilegge guidata dal "venerabile" maestro....Licio Gelli, era stato arrestato lo scorso 16 giugno assieme ad altre 12 persone: attualmente è accusato di associazione a delinquere con diverse finalità. Le ipotesi più pesanti sono il concorso in corruzione - per una presunta tangente pagata ai Monopoli di Stato al fine di sbloccare i nulla osta dei videogiochi delle società facenti capo all'imprenditore messinese Rocco Migliardi - e lo sfruttamento della prostituzione - per i 'pacchetti tutto compreso' destinati ai clienti del Casinò di Campione d'Italia. Inoltre a suo carico pende anche l'accusa di aver cercato di favorire degli affari immobiliari di un imprenditore italiano tramite il cugino Simeone, ex re ed ex premier bulgaro. Un caso che ha sollevato un polverone mica da ridere.... anche in Bulgaria.
Noi con l'occasione vogliamo ricordare alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal figlio Emanuele Filiberto, frasi che all'indomani delle confessioni, si commentano da sole ! Preferiamo non infierire...
«Spero che il pm in cerca di pubblicità sia certo delle accuse che muove, sennò sarà l'ultimo dei suoi blitz».
«Chiunque può rendersi conto che mio papà non è persona da aver bisogno di gestire certi traffici. Sfruttamento della prostituzione? Non scherziamo. Una piccola cosa mi consola . Ho ricevuto tantissime telefonate di solidarietà. Mi hanno chiamato anche molti politici, della passata e della presente maggioranza».
dal Corriere della Sera (17 giugno 2006) : «L'hanno preso come un bandito. Un delinquente da strada. Vergogna. Vogliono infangarlo, umiliarlo con accuse assurde. Imputazioni che nulla hanno a che vedere con la personalità di mio padre. »
dal Corriere della Sera (18 giugno 2006) : "Mi dà molta amarezza leggere brandelli di conversazioni telefoniche private della nostra famiglia sui giornali. Pezzi di frasi fuori da ogni contesto a cui può essere data ogni interpretazione. Non pensavo potesse essere una violazione così intima e sconvolgente"
dal Corriere della Sera (20giugno 2006) : "Malgrado i suoi avvocati gli avessero consigliato di non rispondere alle domande degli avvocati, ha detto di averlo voluto fare perché non ha niente da nascondere e non si rimprovera nulla. Ha fiducia nella giustizia italiana e confida che le sue dichiarazioni possano chiarire la sua posizione e dimostrare la sua innocenza».
Ora resta da capire se anche il giovane "rampollo" Emanuele Filiberto verrà coinvolto nell'inchiesta, in quanto gli sarebbe contestato un episodio relativo a un'incursione informatica mirante a oscurare un sito sgradito a "Casa ( o bordello?) Savoia". Nel caso potrà sempre nascondesi il viso e gli occhi, con la sua nuova linea di occhiali !